lettera n° 34 : 6 giugno 1927 : alla mamma

novembre 20, 2009

Carissima mamma,
ho ricevuto la tua lettera del 23 maggio. Ti ringrazio perché mi hai scritto a lungo e mi hai mandato tante notizie interessanti. Dovresti sempre scrivermi cosí e mandarmi sempre tante notizie sulla vita locale anche se a te non sembrano di grande significato. Per esempio: mi scrivi che a
Ghilarza aggregheranno altri 8 comuni; intanto quali sono? E poi: che significato ha questa aggregazione e quali conseguenze? Ci sarà un solo podestà, e una condotta municipale, ma le scuole, per esempio, come saranno organizzate? Lasceranno in ogni attuale comune le prime scuole
elementari, oppure i bambini di Narbello o di Domusnovas dovranno ogni giorno venire a Ghilarza anche per la prima classe? Metteranno un dazio comunale unico? Le imposte che i ghilarzesi proprietari di terra in tutti questi comuni pagheranno saranno spese nelle singole frazioni o saranno
spese per abbellire Ghilarza? Questa è la questione principale, mi pare, perché nel passato il bilancio comunale di Ghilarza era poverissimo perché i suoi abitanti possedevano nel territorio dei comuni vicini e a
questi pagavano la maggior parte delle imposte locali. Ecco di che cosa devi scrivermi invece di pensare sempre alla mia posizione critica, triste ecc. ecc. Io vorrei rassicurarti da questo punto di vista. Intendiamoci: non che io creda la mia posizione molto brillante. Ma tu sai che ogni cosa ha un valore anche secondo il nostro modo di vederla e di sentirla. Ora, io sono molto tranquillo e vedo tutto con una grande calma e una grande fiducia, non per gli avvenimenti immediati che mi riguardano, ma per il mio avvenire ulteriore; sono persuaso, come ho già scritto a Teresina, che non dovrò star sempre a marcire in prigione; io credo, cosí a lume di naso, che starò dentro non piú di tre anni, anche se mi condannassero, mettiamo, a 20 anni. Vedi che ti scrivo con la massima sincerità, senza cercare di crearti nessuna illusione, penso che solo cosí anche tu sarai forte e avrai pazienza. Devi poi essere assolutamente tranquilla per ciò che riguarda le mie condizioni di forza morale e anche di salute fisica. Per la forza morale un po’ mi conosci. Ricordi quella volta (ma forse
non te l’abbiamo mai detto allora) che abbiamo fatto una scommessa tra ragazzi a chi resisteva di piú a darsi dei colpi di pietra sulle dita fino a fare uscire una goccia di sangue dai polpastrelli.
Adesso non sarei forse piú capace di resistere a queste prove barbariche, ma certamente sono diventato anche piú capace di resistere ai colpi di martello sulla testa che gli avvenimenti mi hanno vibrato e ancora mi vibreranno. Pensa che su per giú da dieci anni mi trovo in un ambiente di lotta e che mi sono sufficientemente temprato; avrei potuto essere ucciso una dozzina di volte, e invece mi trovo ancora vivo: è già un punto di guadagno incalcolabile. D’altronde sono stato anche felice per qualche tempo; ho due bellissimi bambini che certamente vengono allevati e crescono come piace a me e che diventeranno due uomini energici e forti. Dunque sono tranquillo e calmo e non ho proprio bisogno né di compassione né di conforto. E anche fisicamente sto abbastanza bene. In
questi sei mesi ne ho viste e ne ho passate di tutti i colori e ho scoperto che anche fisicamente sono molto, molto piú forte di quanto io stesso pensassi. Sono sicuro di poter resistere anche in avvenire
e sono sicurissimo perciò di riabbracciarti e di vederti contenta.
Di tanto in tanto ho nostalgia di Giulia e dei nostri figli e so che stanno bene. Sono certo che i bambini sono allevati anche con troppe comodità e  cure: la mamma, i nonni, le zie, si priverebbero del pane per non far mancare loro i biscotti e i bei vestitini. Di Nannaro non sono
riuscito a saper niente di preciso, mai: sapevo solo che viveva a Parigi, che lavorava, ma non di piú. Nannaro è molto matto e strano e credo che proprio lui non abbia voluto farmi sapere nulla di sé,
perché forse pensava che io fossi molto in collera con lui perché aveva riscosso il mio stipendio per 5 o 6 mesi senza farmene sapere nulla, mentre io ero ammalato in un sanatorio. Penso cosí io, almeno; e perciò credo che sia pazzo. Io sapevo in che stato era, come era stato ferito per causa mia e non avrei neanche pensato a rimproverarlo o a domandargli un soldo.
Cara mamma, sta forte e tranquilla e non essere troppo feroce con gli abbasantesi. Ti abbraccio affettuosamente
Nino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: