lettera n° 57 : 7 novembre 1927 : alla mamma

dicembre 30, 2009

Carissima mamma,
ho ricevuto l’assicurata di Carlo del 28 ottobre e la tua lettera del 25. Ringrazia molto cordialmente Carlo dei denari che mi ha mandato; digli che per qualche tempo oramai sono a posto e che se avrò bisogno gli scriverò indubbiamente. Non voglio neanche che egli si sacrifichi troppo per me; chissà quando potrò sdebitarmi!
Non conosco la notizia sul processo che scrivi d’aver letto sui giornali, perché da qualche mese non leggo piú i quotidiani. Anch’io credevo di dover partire per Roma, e cosí infatti ti scrissi nell’ultima mia lettera; pochi giorni fa, invece, fui informato che il processo verrà fatto solo alla fine di gennaio o ai primi di febbraio. Rimarrò pertanto a Milano ancora qualche mese, ciò che non mi dispiace affatto, perché viaggiare in questa stagione non è piacevole (viaggiare da arrestato, s’intende!). Tu non devi avere nessun orgasmo, e devi solo pensare che io sono tranquillo. Oh!, queste mamme, queste mamme! Se il mondo fosse stato sempre nelle loro mani, gli uomini
vivrebbero ancora dentro le caverne, vestiti solo di pelli di caprone! E anche per la mia salute non devi preoccuparti. Sono stato informato che all’estero hanno pubblicato delle sciocchezze a questo riguardo, e non vorrei che qualche anima «pietosa» trovasse il modo di farle arrivare fino alle tue
orecchie (è vero, purtroppo, che le cattive notizie giungono sempre anche in fondo al mondo), tu devi solo credere a ciò che ti scrivo io, che sono il meglio informato di tutti e non ho nessuna ragione per nasconderti la verità. Mia cognata è ancora a Milano e continua a viziarmi come un
bambino, mandandomi ogni giorno qualche cosa che mi dia l’impressione di essere libero di mangiare tutto ciò che può piacermi. Non riesco a convincerla di ritornare a Roma, anche perché il clima di Milano non è dei migliori in questa stagione. Ho finalmente ricevuto notizie dei bambini,
che stanno bene e si sviluppano; Giulia invece è stata ammalata qualche mese. Mi dispiace molto della morte di zia Maria Domenica, era buona, in fondo, nonostante la sua rudezza, ed era certo la sola parente simpatica che avevamo (dopo zio Serafino). Io ricordo molto bene i modi e le parole di
tutta questa gente, quando eravamo bambini e ricordo che andavo piú volentieri in casa di zia Maria Domenica; tu capisci certe cose che io non ti scrivo.
Cara mamma, abbraccia affettuosamente tutti e tu ricevi tanti baci
Nino

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