lettera n° 72 : 26 dicembre 1927 : a Berti

gennaio 13, 2010

Carissimo Berti,
ho ricevuto con un certo ritardo la tua lettera del 25 novembre. Sapevo che un gruppo di confinati era stato inviato a Palermo in carcere, ma ignoravo l’imputazione precisa; credevo si trattasse di un processo disciplinare dinanzi al pretore, trasportato a Palermo solo per la scarsa
capacità del carcere isolano. Beh! pazienza, caro Berti!
Avvocati ne conosco, su per giú, come te. Penso che avrai tempo per pensarci, se l’istruttoria andrà fino in fondo e ti imballeranno per Roma. Io, personalmente, non ho ancora pensato al grave problema, che mi fa alquanto ridere. Su per giú, farei anche a meno dell’avvocato, se non mi
divertisse in anticipo immaginare il suo discorso, ovverossia arringa, e se non seguissi il principio generale di non lasciar cadere nessuna possibilità legale. Il divertimento sarebbe massimo se potessi scegliere un qualche avvocato democratico massone dormiente, da mettere in cattiva postura e da fare arrossire; ma bisognerà, purtroppo, razionare i propri sollazzi (immagini, per esempio, la posizione di uno di quei tali avvocati che nel 1924-25 sostenevano e stampavano che noi eravamo d’accordo col governo, o giú di lì?)
Caro Berti, sta’ allegro; bada solamente alla tua salute fisica, per essere in grado di sostenere fermamente qualsiasi traversia.
Ti abbraccio fraternamente.
Antonio

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