lettera n° 102 : 20 luglio 1928 : a Tatiana

febbraio 16, 2010

Carissima Tania,
sono giunto a destinazione ieri mattina. Ho trovato la tua lettera del 14 e una lettera di Carlo con 250 lire. Ti prego di scrivere tu a mia madre per comunicare quelle cose che possono interessarla. D’ora in poi scriverò solo ogni 15 giorni una lettera, ciò che mi porrà dinanzi a dei veri casi di coscienza. Cercherò di essere ordinato e di utilizzare al massimo la carta disponibile.
1°. Il viaggio Roma-Turi è stato orribile. Si vede che i dolori da me sentiti a Roma e che mi sembravano un mal di fegato, non erano che l’inizio dell’infiammazione che si manifestò in seguito. Stetti male in modo incredibile. A Benevento trascorsi due giorni e due notti infernali; mi torcevo come un verme, non potevo stare né seduto, né in piedi, né sdraiato. Il medico mi disse che era il fuoco di S. Antonio e che non c’era da far nulla. Durante il viaggio Benevento-Foggia il male si calmò e le bolle di cui ero ricoperto nella vita destra si seccarono. A Foggia rimasi 5 giorni e negli ultimi 3 giorni ero già a posto, potevo dormire qualche ora e potevo sdraiarmi senza essere trafitto dai dolori. Mi è rimasta ancora qualche bolla mezzo secca e un certo dolore alle reni, ma ho l’impressione che non si tratti di una cosa grave. Non so spiegare l’incubazione romana che durò
circa 8 giorni e che si manifestava con violentissime punture interne nella vita destra anteriore.
2°. Non ti posso ancora scrivere nulla sulla mia vita avvenire. Sto facendo i primi giorni di quarantena, prima di essere assegnato definitivamente ad un reparto. Penso che però tu non possa mandarmi nulla oltre ai libri e agli effetti di biancheria: non si può ricevere nulla di alimentare.
Perciò non mandare mai nulla senza che io prima te l’abbia domandato.
3°. I libri da Milano (Libreria) falli spedire direttamente: è inutile che tu spenda per trasmettere ciò che deve essere già affrancato.
4°. Il memoriale non c’era piú: l’ho dovuto prendere con me.
Le ciliegie mi sono state utilissime, quantunque io non le abbia neppure assaggiate: mi hanno facilitato il viaggio.
Ricevo in questo momento la tua lettera del 19, con la lettera di Giulia. Vorrei scrivere a lungo a Giulia, ma non riesco a impostare la lettera cosí come vorrei. È difficile da scrivere. Vedrò la prossima volta, dopo essermi riposato un po’ ed aver messo un po’ d’ordine nelle mie idee.
Scrivile tu e mandale le notizie solite.
Carissima, scrivi a Carlo che anche lui non si metta in testa delle stranezze, come sarebbe di far venire la mamma fino a Turi. Sarebbe un delitto far fare a una vecchia che non si è mai mossa dal paese un viaggio cosí lungo e disagiato. E poi penso che avrebbe una impressione troppo brutta
nel vedermi vestito da recluso ecc. ecc.
Ti abbraccio teneramente.
Antonio

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