lettera n° 114 : 17 dicembre 1928 : a Tatiana

marzo 23, 2010

Carissima Tania,
questo mese sei stata veramente brava: mi hai scritto quattro lettere! Ti ringrazio proprio di cuore. Ora cercherò di rispondere a tutte le quistioni che mi hai accennato, con un certo ordine.
1° – Penso che farai molto bene ad andare dai tuoi. Tua madre, specialmente, ne sarà tutta consolata e felice. Ma penso anche che faresti male ad andare d’inverno. Secondo me, dovresti andare di maggio. Per varie ragioni, tutte valide. La tua salute. Penso che sarebbe spiacevole per te e per tutti, se appena giunta, dovessi ammalarti ed essere costretta a giacere in un ospedale. Poi d’inverno, la vita è tutta rannicchiata in se stessa e se non si ha un grande appartamento, l’aggiunta di una persona finisce con l’angustiare e diminuire la gioia di vederti. Accenno solamente. – 2° A molte quistioni della tua lettera del 25 novembre non rispondo oggi perché ho incaricato Carlo di scrivertene 15 giorni fa: spero che l’abbia fatto. – 3° Per i libri che sono ancora in casa dell’avvocato.
Puoi farmeli spedire e liberarlo dalla noia. Mi sono fatto costruire una cassa molto capace e cosí posso tenere i libri bene raccolti nel magazzino del carcere. Vorrei sapere se i miei libri di Milano sono tutti a posto, oppure quali sono andati dispersi. Ti scrivo questo, perché con molta sorpresa e alquanto disappunto, ho trovato nel carcere di Roma un detenuto il quale aveva la mia grammatica tedesca: la signora Pina aveva creduto bene regalarla. I libri che avevo a Milano mi servono ancora
quasi tutti, perché alcuni non ero ancora giunto a leggerli e altri vorrei rileggere e studiare. Cosí vorrei sapere se a Roma esistono ancora miei libri o se quelli che non hanno trovato posto nella cassetta sono andati dispersi. Dal carcere di Roma, poi, ho mandato fuori il 1° volume delle
Memorie di Salandra, che non ho trovato nella cassetta. Puoi informarmi di tutto ciò?; intanto fammi spedire dall’avvocato i libri a lui consegnati dal carcere di Milano. – 4° Ti mando una lista dei volumi che puoi farmi spedire: – α) Hegel – Introduzione alla storia della filosofia, a cura di F.
Momigliano (ediz. Laterza, Bari) – β) Guido De Ruggero – Sommario di storia della filosofia (Laterza, Bari) – γ) A. Gerbi – La politica del settecento (Laterza, Bari) – δ) A. C. Jemolo – Il Giansenismo in Italia (Laterza, Bari) – ε) Ben. Croce – La poesia di Dante (Laterza, Bari) – θ) Ben.
Croce – Poesia e non poesia (Laterza, Bari) – Inoltre –: L’Almanacco letterario per il 1929 (ed. Unitas – Milano) – Il Calendario-Atlante De Agostini per il 1929 – e un libro di Vincenzo Morello sul X Canto dell’Inferno di Dante pubblicato dal Mondadori e di cui non so il titolo esatto. – 5° Avverti la Libreria che non ho ricevuto il n. 38 (11 settembre) della «Rassegna settimanale della Stampa Estera» e il n. di settembre della «Critica» di Benedetto Croce. Forse sono stati inviati a Roma e sono andati smarriti. Vorrei proprio averli.
Carissima Tania, cosí ho sbrigato le cose pratiche. Vorrei poterti scrivere su tante altre cose, chiacchierare con te, come tu scrivi. Ma ancora non sono psicologicamente maturo, o almeno non in tutte le mezze ore in cui ogni due lunedí sono chiamato per scrivere, ne ho la voglia. Tu mi
provochi, molto amabilmente, ma io non mi lascio trascinare neanche, come dire?, dalla vanità paterna. Forse, quando sarò piú rimesso e avrò meno mal di capo, ritroverò la buona voglia che avevo a Milano. Ma allora, le cose erano molto diverse: scrivevo 2 lettere ogni settimana e le
scrivevo nella mia cella, avendo a disposizione 4-5 ore di tempo. A Roma e qui le cose sono cambiate, anche tecnicamente, perché si scrive in un locale comune, su dei banchi da scuola e bisogna fare il piú in fretta che è possibile. Scrivo molto velocemente e sono portato a scrivere solo
di cose molto concrete.
Scrivimi piú a lungo sulla tua salute. Sai che 5 mesi fa, quando ti vidi a Roma, eri ischeletrita. Anche per questo tuo padre ha ragione quando ti fa delle saggie prediche a proposito del tuo viaggio. Devi rimetterti bene, prima di deciderti ad affrontare una lunga fatica. La volta prossima, scriverò per Giulia. Alla mamma scriverò domani, poiché si ha una lettera straordinaria per Natale.
Carissima, ti abbraccio teneramente con tanti auguri
Antonio
– Mi sono ricordato che avevo deciso di scriverti per farmi mandare una grammatica inglese. Vorrei quella di Pietro Bardi, edizione Laterza, Bari, che ho già studiato un po’ all’università, dove ho seguito anche il corso di letter. e lingua inglese. – Non mandarmi, per ora, nessun dizionario. Te
lo domanderò io stesso a suo tempo, quando avrò rivisto la grammatica e mi sarò nuovamente orientato. Non ho capito bene quanto mi hai scritto di Fabrizio. Devi ricordare che io non so nulla.
Per es. non ho neanche saputo quale sorte abbia avuto Tulli, il mio compagno di cella a Milano

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