lettera n° 122 : 11 marzo 1929 : a Tatiana

aprile 1, 2010

Carissima Tatiana,
bisogna proprio che ti ringrazi cordialmente per la tua frequenza nello scrivere: quando ricevo della corrispondenza provo una vera gioia, un po’ fanciullesca persino. Oggi stesso ho ricevuto la tua cartolina di 200 lire; avevo pochi giorni fa ricevuto 200 lire da Carlo e cosí alla fine
del mese avrò ancora a libretto 1150 lire, una somma rispettabile, come vedi. Nella cartolina di oggi scrivi di «lettere di Giulia e di libri», che avrei dovuto ricevere. Di Giulia ho ricevuto l’ultima lettera il 2 marzo, speditami da te il 28 febbraio: accenni a quella? Altre non ne ho ricevuto.
Quindici giorni fa ti scrissi mezza lettera, che forse ti è stata spedita in ritardo da Carlo, dove, tra l’altro ti domandavo alcune cose: m’ero dimenticato però di pregarti di mandarmi anche qualche scatola di Ovomaltina, giacché sto per ultimare quella speditami da Carlo qualche mese fa. I libri spediti dall’avvocato li ho ricevuti. Ne mancano alcuni: certamente mancano i seguenti, come ho controllato: Benedetto Croce, Storia della storiografia italiana nel sec. XIX; Guglielmo Ferrero, Le
due verità; La terza Roma; Alessandro Zévaès, Histoire de la IIIeme Republique; Upton Sinclair, Le pétrole; Enrico Ferri, Mussolini, uomo di Stato. Un volume di uno come «Bucard» sull’Intelligence Service inglese con prefazione di Stéphane Lauzanne (non ricordo il titolo). Questi libri devono essere in casa della signora Pina e desidererei averli, specialmente quello di Croce: pensa che questo l’ho già comprato tre volte e sempre mi è stato rapinato. Ora basta. Costa 40 lire: ho speso 120 lire e dovrei ancora spenderne 40 (cioè 160 lire) per avere un libro che mi è indispensabile: mi pare una esagerazione troppo esagerata. Ti prego perciò di ricercarli e di tenermi informato: ho proprio l’impressione che siano stati scelti e trattenuti a bella posta e ciò mi esaspera. Mi pare che
lasciar passare sarebbe una sciocchezza, e non bisogna avere troppi riguardi contro certe indelicatezze: questa gente sa bene che sono in carcere e che i sacrifizi che i miei fanno per me non devono essere sfruttati da terzi. Credi: sono proprio esasperato. Dillo, anche, se è necessario, al
signor Tullo, o faglielo capire. L’ho visto a Milano, mentre ero a colloquio insieme a suo fratello, e mi ha fatto un’impressione spiacevole, proprio di un collotorto. Mi è dispiaciuto assai, dopo averli visti, che tu abbia dovuto far conoscenza con quella gente. Basta. Il 19 è l’onomastico di mia madre:
puoi mandarle un telegramma coi miei auguri? Sarà una sorpresa gradita per lei. Carissima Tania, ti scrivo sempre per darti fastidi e incarichi che ti fanno stancare. Voglimi bene lo stesso
Antonio
Non ho ancora ricevuto la «Rassegna settimanale della Stampa Estera» dal 1° dell’anno. Ma vedrò di aspettare ancora un po’. Ti abbraccio.

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