lettera n° 130 : senza data : a Giulia

aprile 26, 2010

Carissima Giulia,
ti saluto, insieme con Delio e Giuliano. E poiché spesso ci sono tanti ritardi prima che le mie lettere ti giungano sarà necessario che già da oggi mandi gli auguri per i prossimi cinque anni di Delio. In ogni modo, l’incarico degli auguri te lo do: tanti, tanti. Ricordi? Già cinque anni. E adesso Delio è già grande. Chissà che impressione ti fa vederlo crescere. Io lo ricordo nell’aprile ’25, quando aveva la coqueluche, e mi sembrava cosí infelice! Quando lo rividi nel ’26 mi sembrò un altro, assolutamente diverso. Adesso, stando ai limiti legali della mia condanna, lo dovrei rivedere quando avrà 23 anni e, con la fretta dei giovani, quando avrà già moglie e figli. Sarà ancora piú
diverso dall’aprile ’25. Scherzo. Ma penso che avrà figli, perché, se la città vuol difendersi dall’invasione della campagna e non perdere la sua egemonia storica, le nuove generazioni dovranno mutare i loro punti di vista sulla prolificità, specialmente da voi. Se la città cresce per immigrazione e non per la sua stessa forza genetica, potrà compiere la sua funzione dirigente o non
sarà sommersa, con tutte le sue esperienze accumulate, dalla conigliera contadina? Penso che la generazione di Delio dovrà porsi questo problema e che su questa base dovrà nascere una nuova etica sessuale piú elevata dell’attuale.
Ti abbraccio teneramente
Antonio

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